venerdì 7 giugno 2013

Sacratissimo Cuore di Gesù

« Se la mette in spalla tutto contento »
    Signore, per le mie mani che han fatto ciò che non dovevano, le tue mani sono state trapassate dai chiodi, e i tuoi piedi per i miei piedi. Per la mia vista sregolata, i tuoi occhi si sono chiusi nel sonno della morte e le tue orecchie per le mie. La lancia del soldato ha aperto il tuo costato, perché, attraverso quella piaga, scorrano via tutte le impurità del mio cuore arso e roso per tanto tempo dalla malattia. Infine, sei morto perché io viva; sei stato sepolto perché io resusciti. Tale è il bacio della tua dolcezza, dato alla tua Sposa; quello è l'abbraccio del tuo amore... E' il bacio che il ladrone ha ricevuto sulla croce dopo la confessione; Pietro l'ha ricevuto quando il Signore l'ha guardato mentre egli lo rinnegava ed è uscito a piangere. Molti di coloro che ti hanno crocifisso, convertiti dopo la tua Passione, si sono uniti a te in questo bacio...;  quando hai abbracciato i pubblicani e i peccatori, sei diventato loro amico e loro commensale...

    Signore, dove porti coloro che abbracci e stringi, se non nel tuo cuore ? Il tuo cuore, o Gesù, è quella dolce manna della tua divinità, che custodisci dentro di te, nel vaso d'oro del tuo animo che supera ogni conoscenza. Beati coloro che sono travolti dal tuo abbraccio ! Beati coloro che, sepolti in questa profondità, sono stati nascosti da te nel segreto del tuo cuore, coloro che ti metti in spalla, lontano dal turbamento di questo mondo. Beati coloro la cui sola speranza sta nella dolcezza e nella protezione delle tue ali.

     La fortezza delle tue spalle ripara coloro che nascondi nel tuo cuore. Lì, possono dormire tranquillamente. Una dolce attesa li rallegra tra gli ovili di una santa coscienza e dell'attesa della ricompensa da te promessa. La loro debolezza non li fa svenire, né mormorare alcuna inquietudine.

Meditazione del giorno
Guglielmo di Saint-Thierry (ca 1085-1148), monaco benedettino poi cistercense
Meditativae Orationes, 8, 6 ; SC 324, 139
(Riferimenti biblici : Gv 19,34; Lc 23,42; 22,61; At 2,41; Mt 9,10; Eb 9,4; Sal 31,21; 90,4; Lc 13,34; Sal 68,14)  

domenica 26 maggio 2013

Santissima Trinità, solennità

Meditazione del giorno
Simeone il Nuovo Teologo (ca 949-1022), monaco greco
Inno 21 ; SC 174
“Tutto quello che il Padre possiede è mio”
Hai brillato, hai manifestato come luce di gloria
la luce inaccessibile della tua essenza, Salvatore,
hai illuminato l'anima caduta nelle tenebre...
Illuminati dalla luce dello Spirito,
gli uomini guardano il Figlio, vedono il Padre
e adorano la Trinità delle persone, l'unico Dio...

Poiché il Signore [Cristo] è lo Spirito (2Cor 3,17),
ed è Spirito anche Dio, il Padre del Signore,
certo un solo Spirito, poiché non c'è divisione.
Chi lo possiede, possiede veramente i tre,
ma senza confusione...
Poiché il Padre esiste, come può essere allo stesso tempo il Figlio?
Egli è increato per essenza.
C'è il Figlio, come può diventare lo Spirito?
Lo Spirito è Spirito – come apparirà Padre?

Il Padre è Padre, poiché genera senza sosta...
Il Figlio è Figlio poiché da sempre è generato
e prima di tutti i secoli è stato generato.
Nasce senza essere tagliato dalle radici.
Ma è distinto senza essere separato
e pienamente uno col Padre che è il Vivente
e lui stesso è Vita e dona la vita a tutti (Gv 14,6; 10,28).
Tutto quanto ha il Padre, lo ha anche il Figlio,
tutto quanto ha il Figlio, lo ha anche il Padre.
Vedo il Figlio, vedo anche il Padre.
Si vede il Padre in tutto simile al Figlio,
solo che l'uno genera e l'altro è eternamente generato...
Com'è che il Figlio viene dal Padre? Come la parola viene dallo spirito.
Com'è che è da lui separato? Come la voce lo è dalla parola.
Come prende corpo? Come la parola scritta...

Come dare un nome al Creatore di ogni cosa ?
Nomi, azioni, espressioni,
tutto è venuto nel mondo per ordine di Dio
poiché ha dato i nomi alle sue opere
e ad ogni realtà un nome specifico...
Ma il suo nome non l'abbiamo mai conosciuto
se non “Dio ineffabile”, come dice la Scrittura (cfr Gen 32,30).
Se è dunque inesprimibile, se non ha nome,
se è invisibile, misterioso,
inaccessibile, unico al di là di ogni parola,
al di là del pensiero non solamente umano
ma anche degli angeli,
“si avvolgeva di tenebre come di un velo” (Sal 18,12).
Tutto quaggiù appartiene alle tenebre,
lui solo, come la luce, è al di fuori delle tenebre.

domenica 19 maggio 2013

PENTECOSTE


7 doni dello Spirito Santo



Consiglio:

E' il primo dono dello Spirito Santo. Nella Bibbia indica il progetto di Dio su ogni persona. Questo dono aiuta a conoscere ciò che Lui si aspetta da ognuno. Ci facilita la vita mettendoci accanto persone di Sua fiducia (genitori, catechisti, amici, suore, Don...) che indicano la strada giusta da seguire. Lui si aspetta però anche che i ragazzi sappiano dare consigli ai compagni di viaggio con le parole e con i viaggi.

Sapienza:

Secondo la Bibbia è il secondo dono dello Spirito Santo. Serve a capire come funziona la vita e ad ordinare le cose secondo una classifica giusta riservando il primo posto a Dio. Spiega come le piccole  e grandi gioie aiutano a vivere meglio ma non durano per sempre. Per questo la persona saggia costruisce la casa sulla roccia e non sulla sabbia. La sapienza ti permette di vedere le cose con il Cuore stesso di Dio... Cioè come le comprende Lui.

Fortezza:
La Fortezza è il terzo dono dello Spirito Santo. Sostiene la resistenza contro ogni tentazione che porta al male e fa realizzare il bene. Aiuta a mantenere gli impegni presi nei confronti nella vita, di noi stessi e con Dio. Dà ai ragazzi energia sufficiente per non comportarsi da "pecoroni" che imitano i modi sbagliati dei prepotenti. Questo dono insegna loro a sostituire l'amore per la forza con la forza per l'amore.

Intelletto:

L'intelletto è il quarto dono dello Spirito Santo che fa riconoscere la presenza di Dio nei diversi episodi della giornata. Non si ferma al look, ma dà importanza a ciò che è 'dentro'. La persona intelligente non dà peso all'apparenza, ai pettegolezzi, alla banalità: cerca invece la verità nelle persone e nelle parole che ascolta e che dice.

Pietà:
E'il quinto dono dello Spirito Santo. Aiuta a riconoscere Dio come un padre buono che pensa a tutti, con cui si può dialogare volentieri e si fa il possibile per accontentarLo. Uno dei modi più belli è di riconoscere tutti i Suoi figli come fratelli e sorelle. Se li amiamo, ha detto Gesù, si ama anche il Padre che è nei cieli.

Timor di Dio:
Il Timor di Dio è il sesto dono dello Spirito Santo e fa capire che Dio deve essere rispettato. Non è un Tipo suscettibile che spaventa e castiga, ma neppure Uno che può essere facilmente ingannato e raggirato. E' il Dio Amore di cui bisogna parlare bene nei discorsi e nei fatti. Dio non vuole spaventare nessuno, vuole solo che noi ci assumiamo la nostra responsabilità, usiamo bene della nostra libertà aprendo a Lui il  nostro cuore.

Scienza:
E' il settimo dono e nella Bibbia è sinonimo di conoscenza e di amore totale verso Dio. Se conosci Dio vedi le persone e le cose in ralazione con Lui. L'amore per le creature deriva dall'amore per il Creatore. Per questa ragione rispetta la natura, comprende gli altri e con essi cammina verso la felicità, verso l'Amore (con la A maiuscola) che è alla base di ogni amore. Questo è il vero "scienziato" che migliora la sua vita e quella degli altri.

Vieni o Spirito Creatore


Vieni o Spirito Creatore

visita le nostre menti

riempi della tua grazia

i cuori che hai creato.

O dolce consolatore

dono del Padre altissimo

acqua viva

fuoco

amore

santo crisma dell'anima.

Dito della mano di Dio

promesso dal Salvatore

irradia i tuoi sette doni

suscita in noi la parola.

Sii luce all'intelletto

fiamma ardente del cuore

sana le nostre ferite

col balsamo del tuo amore.

Difendici dal nemico

reca in dono la pace

la tua guida invincibile

ci preservi dal male.

Luce d'eterna sapienza

svelaci il grande mistero

di Dio Padre e del Figlio

uniti in un solo Amore.

Amen.

 

 

Vieni, Santo Spirito


Vieni, Santo Spirito,

manda a noi dal cielo

un raggio della tua luce.


Vieni, padre dei poveri,

vieni, datore dei doni,

vieni luce dei cuori.


Consolatore perfetto,

ospite dolce dell'anima,

dolcissimo sollievo.


Nella fatica, riposo,

nella calura, riparo

nel pianto, conforto.

 

O luce beatissima,

invadi nell'intimo

il cuore dei tuoi fedeli.


Senza la tua forza,

nulla è nell'uomo,

nulla senza colpa.


Lava ciò che è sordido,

bagna ciò che è arido,

sana ciò che sanguina.


Piega ciò che è rigido,

scalda ciò che è gelidio,

drizza ciò che è sviato.


Dona ai tuoi fedeli

che solo in te confidano

i tuoi santi doni.


Dona virtù e premio,

dona morte santa,

dona gioia eterna. Amen.

 

Come ci suggerisce il santo Padre Francesco, Preghiamolo ogni giorno, perchè è l'Unico che può sbrogliare le iintricate matasse delle nostre vite.



lunedì 13 maggio 2013

13 MAGGIO

LA GRANDE PROMESSA DEL CUORE  IMMACOLATO DI   MARIA
  I PRIMI CINQUE SABATI
  La Madonna apparendo a Fatima il 13 giugno 1917, tra l’altro, disse a Lucia:
   Gesu’ vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato”.
   Poi, in quella apparizione, fece vedere ai tre veggenti il suo Cuore coronato di spine: il Cuore Immacolato della Mamma amareggiato per i peccati dei figli e per la loro dannazione eterna!
   Lucia racconta: “Il 10 dicembre 1925 mi apparve in camera la Vergine Santissima e al suo fianco un Bambino, come sospeso su una nube. La Madonna gli teneva la mano sulle spalle e, contemporaneamente, nell’altra mano reggeva un Cuore circondato di spine. In quel momento il Bambino disse: Abbi compassione del Cuore della Tua Madre Santissima avvolto nelle spine che gli uomini ingrati gli configgono continuamente, mentre non v’è chi faccia atti di riparazione per strapparglieLe”.
   E subito la Vergine Santissima aggiunse: Guarda, figlia mia, il mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati infliggono continuamente con bestemmie e ingratitudini. Consolami almeno tu e fa sapere questo:
  A tutti coloro che per cinque mesi, al primo sabato, si confesseranno, riceveranno la santa Comunione, reciteranno il Rosario e mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i Misteri, con l’intenzione di offrirmi riparazioni, prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza”.
   E’ questa la grande Promessa del Cuore di Maria che si affianca a quella del Cuore di Gesù.
   Per ottenere la promessa del Cuore di Maria si richiedono le seguenti condizioni:     
1 – Confessione, fatta entro gli otto giorni precedenti, con l’intenzione di riparare le offese fatte al Cuore Immacolato di Maria. Se uno nella confessione si dimentica di fare tale intenzione, può formularla nella confessione seguente.
2 – Comunione, fatta in grazia di Dio con la stessa intenzione della confessione.
3 – La Comunione deve essere fatta nel primo sabato del mese.
4 – La Confessione e la Comunione devono ripetersi per cinque mesi consecutivi, senza interruzione, altrimenti si deve ricominciare da capo.
5 – Recitare la corona del Rosario, almeno la terza parte, con la stessa intenzione della confessione.
6 – Meditazione, per un quarto d’ora fare compagnia alla SS.ma Vergine meditando sui misteri del Rosario.
       Un confessore di Lucia le chiese il perché del numero cinque. Lei lo chiese a Gesù, il quale le rispose: “Si tratta di riparare le cinque offese dirette al Cuore Immacolato di Maria. 1– Le bestemmie contro la sua Immacolata Concezione. 2 – Contro la sua Verginità. 3– Contro la sua Maternità divina e il rifiuto di riconoscerla come Madre degli uomini.  4– L’opera di coloro che pubblicamente infondono nel cuore dei piccoli l’indifferenza, il disprezzo e perfino l’odio contro questa Madre Immacolata. 5 – L’opera di coloro che la offendono direttamente nelle sue immagini sacre. 

venerdì 10 maggio 2013

Novena allo Spirito Santo dal 10 al 19 maggio 2013





 Un grazie di cuore alla mia carissima Maria Maistrini per la Novena e le foto.



Don Dolindo Ruotolo, Santo Sacerdote di Napoli, in un suo saggio intitolato "Vieni o Spirito Santo", spiega che i doni dello Spirito Santo vennero enumerati dal Profeta Isaia che - annunziando il futuro Redentore, come figlio di Maria, discendente della famiglia di Davide - disse: 'Spunterà un rampollo dalla radice di Jesse (Jesse è lo stesso che Isaia, padre di Davide) e si alzerà un fiore dalla sua radice (il rampollo e il fiore fu Gesù Cristo, figlio di Maria). E sopra di Lui riposerà lo Spirito del Signore, spirito di sapienza e d'intelletto, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di scienza e di pietà, e lo riempirà lo spirito del timore del Signore (11, 1-3).


InvochiamoLo e preghiamoLo con amore per tutti i nove giorni quest'Ospite dolce dell'anima con questa bellissima preghiera di Don Dolindo Ruotolo
'Vieni Santo Spirito, Creatore del Cielo e della Terra...' Vieni o Spirito Santo, vieni. Creatore del Cielo e della Terra, Santissimo Dio che mi illumini, Datore di ogni Bontà, Forgiatore delle anime e delle coscienze, Spirito di Amore, Dolcezza infinita, Fuoco che brucia e arde sull'Altare del Signore, Acqua che disseti, Forza che rigeneri, Vita che alimenti l'anima, Vieni, Spirito Santo, vieni. 3 Gloria al Padre

sabato 4 maggio 2013






VI Domenica di Pasqua - Anno C

Meditazione del giorno : Beato Giovanni Paolo II
“Il Consolatore, lo Spirito Santo... v'insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto”

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 14,23-29.
Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.
Chi non mi ama non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi.
Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v'insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò a voi; se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me.
Ve l'ho detto adesso, prima che avvenga, perché quando avverrà, voi crediate.

venerdì 3 maggio 2013

Il mese di Maggio tradizionalmente dedicato alla Santa Vergine (come ottobre). è appena iniziato.
Cerchiamo di viverlo offrendo a Maria che è anche la nostra Mamma ciò che le piace di più. 
Recitiamo il Santo Rosario
Se non lo conosciamo impariamolo. E' una Preghiera semplicissima,ma ricca di Grazie  a cui sono legate grandi indulgenze. E' la preghiera dei poveri dei malati, dei semplici. Tutti,ma proprio tutti lo possono recitare; a parte la cattivaa volontà non c'è impedimento alcuno. Non c'è malattia che impedisca la recita. La Corona,può costare pochi centesimi,l'importante è che la facciate Benedire da un Sacerdote. Questa ARMA come la chiamava Padre Pio è verammente efficace e salutare; è una corda che ci trattiene dal cadere  rovinosamente e ci lega al Cielo. Provate e sicuramente non ve ne pentirete.
Ricordiamoci che Maria SS ci porta a Gesù e come ben scrisse Dante:"...Donna, se' tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre,
sua disïanza vuol volar sanz' ali
..."



Ieri due Maggio il Papa Emerito Benedetto XVI ha fatto ritorno in Vaticano e risiederà nellex Monastero Mater Ecclesiae.

domenica 7 aprile 2013

La Domenica della Divina Misericordia


Che cos’è la Festa della Misericordia ? La Festa della Misericordia, ovvero la Domenica II di Pasqua, è una delle 5 forme del Culto della Divina Misericordia.

E’ la più importante di tutte le forme di devozione alla Divina Misericordia. Gesù parlò per la prima volta del desiderio di istituire questa festa a suor Faustina a Płock nel 1931, quando le trasmetteva la sua volontà per quanto riguardava il quadro : « Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l’immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua ; questa domenica deve essere la festa della Misericordia » (Q. I, p. 27). Negli anni successivi - secondo gli studi di don I. Rozycki - Gesù è ritornato a fare questa richiesta addirittura in 14 apparizioni definendo con precisione il giorno della festa nel calendario liturgico della Chiesa, la causa e lo scopo della sua istituzione, il modo di prepararla e di celebrarla come pure le grazie ad essa legate.
La scelta della prima domenica dopo Pasqua ha un suo profondo senso teologico : indica lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la festa della Misericordia, cosa che ha notato anche suor Faustina : « Ora vedo che l’opera della Redenzione è collegata con l’opera della Misericordia richiesta dal Signore » (Q. I, p. 46). Questo legame è sottolineato ulteriormente dalla novena che precede la festa e che inizia il Venerdì Santo.
Gesù ha spiegato la ragione per cui ha chiesto l’istituzione della festa : « Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione (...). Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre » (Q. II, p. 345).
La preparazione alla festa deve essere una novena, che consiste nella recita, cominciando dal Venerdì Santo, della coroncina alla Divina Misericordia. Questa novena è stata desiderata da Gesù ed Egli ha detto a proposito di essa che « elargirà grazie di ogni genere » (Q. II, p. 294).
Per quanto riguarda il modo di celebrare la festa Gesù ha espresso due desideri :
- che il quadro della Misericordia sia quel giorno solennemente benedetto e pubblicamente, cioè liturgicamente, venerato ;
- che i sacerdoti parlino alle anime di questa grande e insondabile misericordia Divina (Q. II, p. 227) e in tal modo risveglino nei fedeli la fiducia.
« Sì, - ha detto Gesù - la prima domenica dopo Pasqua è la festa della Misericordia, ma deve esserci anche l’azione ed esigo il culto della Mia misericordia con la solenne celebrazione di questa festa e col culto all’immagine che è stata dipinta » (Q. II, p. 278).
La grandezza di questa festa è dimostrata dalle promesse :
- « In quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita questi conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene » (Q. I, p. 132) - ha detto Gesù. Una particolare grazia è legata alla Comunione ricevuta quel giorno in modo degno : « la remissione totale delle colpe e castighi ». Questa grazia - spiega don I. Rozycki - « è qualcosa di decisamente più grande che la indulgenza plenaria. Quest’ultima consiste infatti solo nel rimettere le pene temporali, meritate per i peccati commessi (...). E’ essenzialmente più grande anche delle grazie dei sei sacramenti, tranne il sacramento del battesimo, poiché‚ la remissione delle colpe e dei castighi è solo una grazia sacramentale del santo battesimo. Invece nelle promesse riportate Cristo ha legato la remissione dei peccati e dei castighi con la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia, ossia da questo punto di vista l’ha innalzata al rango di »secondo battesimo« . E’ chiaro che la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia deve essere non solo degna, ma anche adempiere alle fondamentali esigenze della devozione alla Divina Misericordia » (R., p. 25). La comunione deve essere ricevuta il giorno della festa della Misericordia, invece la confessione - come dice don I. Rozycki - può essere fatta prima (anche qualche giorno). L’importante è non avere alcun peccato.
Gesù non ha limitato la sua generosità solo a questa, anche se eccezionale, grazia. Infatti ha detto che « riverserà tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia misericordia », poiché‚ « in quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto » (Q. II, p. 267). Don I. Rozycki scrive che una incomparabile grandezza delle grazie legate a questa festa si manifesta in tre modi :
- tutte le persone, anche quelle che prima non nutrivano devozione alla Divina Misericordia e persino i peccatori che solo quel giorno si convertissero, possono partecipare alle grazie che Gesù ha preparato per la festa ;
- Gesù vuole in quel giorno regalare agli uomini non solo le grazie salvificanti, ma anche benefici terreni - sia alle singole persone sia ad intere comunità ;
- tutte le grazie e benefici sono in quel giorno accessibili per tutti, a patto che siano chieste con grande fiducia (R., p. 25-26).
Questa grande ricchezza di grazie e benefici non è stata da Cristo legata ad alcuna altra forma di devozione alla Divina Misericordia.
Numerosi sono stati gli sforzi di don M. Sopocko affinché‚ questa festa fosse istituita nella Chiesa. Egli non ne ha vissuto però l’introduzione. Dieci anni dopo la sua morte, il card. Franciszek Macharski con la Lettera Pastorale per la Quaresima (1985) ha introdotto la festa nella diocesi di Cracovia e seguendo il suo esempio, negli anni successivi, lo hanno fatto i vescovi di altre diocesi in Polonia.
Il culto della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua nel santuario di Cracovia - Lagiewniki era già presente nel 1944. La partecipazione alle funzioni era così numerosa che la Congregazione ha ottenuto l’indulgenza plenaria, concessa nel 1951 per sette anni dal card. Adam Sapieha. Dalle pagine del Diario sappiamo che suor Faustina fu la prima a celebrare individualmente questa festa, con il permesso del confessore.
Pubblicato il 14.09.08 à 10h17 da Giovanni Piccardi

giovedì 28 marzo 2013

Giovedì Santo in Coena Domini





Giovedì Santo, giorno dell'Amore totale.
Gv. 13,1-15 Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. 2Mentre cenavano, quando già il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, 3Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, 4si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. 5Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugatoio di cui era cinto. 6Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». 7Rispose Giovanni 13,1-15Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo». 8Gli disse Simon Pietro: «Non mi laverai mai i piedi!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». 9Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo!». 10Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto mondo; e voi siete mondi, ma non tutti». 11Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete mondi».
12Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Sapete ciò che vi ho fatto? 13Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. 14Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. 15Vi ha dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi».

sabato 9 marzo 2013

Conclave Martedì 12 Marzo 2013

.Conclave: La prima votazione pomeridiana di martedì 12 non è sicura in quanto è Facoltativa.

Orario Fumate: H. 12.00 - 19.00 In caso di non elezione

Orario Fumate in Caso di elezione: Tra le 10.30/11.00 (AM) - 17.30/18.00 (PM)
«Le fumate che si ottengono bruciando le schede votate vengono fatte non subito dopo ogni singola votazione, ma una la mattina alle 12 e una la sera alle 19». Qualora dovesse avvenire l'elezione del pontefice nel frattempo, «la fumata bianca ci sarà alla metà della mattina tra le 10.30 e le 11, e il pomeriggio tra le 17.30 le 18». Lo ha detto il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi. Aggiungendo: «Nessun veto né blocco per la stampa nell'occasione delle messe domenicali a cui i cardinali presenzieranno nelle chiese di cui sono titolari a Roma».

Padre Lombardi Sala Stampa della Santa Sede

giovedì 28 febbraio 2013

Ultimo discorso da Pontefice Massimo della Chiesa Cattolica

INDULGENZA PLENARIA NELL'ANNO DELLA FEDE

INDULGENZA PLENARIA NELL'ANNO DELLA FEDE 31 232 Stampa Città del Vaticano, 5 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI concederà ai fedeli l'indulgenza plenaria nell'Anno della Fede che sarà valida dalla data di apertura (11 ottobre 2012 fino alla data di chiusura, il 24 novembre 2013), come si legge in un decreto reso pubblico oggi, a firma del Cardinale Manuel Monteiro de Castro, Penitenziere Maggiore e del Vescovo Krzysztof Nykiel, Reggente della Penitenziera Apostolica. "Nel giorno del cinquantesimo anniversario dalla solenne apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II - si legge nel Decreto - il Sommo Pontefice Benedetto XVI ha stabilito l’inizio di un Anno particolarmente dedicato alla professione della vera fede e alla sua retta interpretazione, con la lettura, o meglio, la pia meditazione degli Atti del Concilio e degli Articoli del Catechismo della Chiesa Cattolica". "Poiché si tratta anzitutto di sviluppare in sommo grado – per quanto è possibile su questa terra – la santità di vita e di ottenere, quindi, nel grado più alto la purezza dell’anima, sarà molto utile il grande dono delle Indulgenze, che la Chiesa, in virtù del potere conferitole da Cristo, offre a tutti coloro che con le dovute disposizioni adempiono le speciali prescrizioni per conseguirle". "Durante tutto l’arco dell’Anno della fede, indetto dall’11 Ottobre 2012 fino all’intero 24 Novembre 2013, potranno acquisire l’Indulgenza plenaria della pena temporale per i propri peccati impartita per la misericordia di Dio, applicabile in suffragio alle anime dei fedeli defunti, tutti i singoli fedeli veramente pentiti, debitamente confessati, comunicati sacramentalmente, e che preghino secondo le intenzioni del Sommo Pontefice. a.- Ogniqualvolta parteciperanno ad almeno tre momenti di predicazione durante le Sacre Missioni, oppure ad almeno tre lezioni sugli Atti del Concilio Vaticano II e sugli Articoli del Catechismo della Chiesa Cattolica, in qualsiasi chiesa o luogo idoneo; b.- Ogniqualvolta visiteranno in forma di pellegrinaggio una Basilica Papale, una catacomba cristiana, una Chiesa Cattedrale, un luogo sacro designato dall’Ordinario del luogo per l’Anno della fede (ad es. tra le Basiliche Minori ed i Santuari dedicati alla Beata Vergine Maria, ai Santi Apostoli ed ai Santi Patroni) e lì parteciperanno a qualche sacra funzione o almeno si soffermeranno per un congruo tempo di raccoglimento con pie meditazioni, concludendo con la recita del Padre Nostro, la Professione di Fede in qualsiasi forma legittima, le invocazioni alla Beata Vergine Maria e, secondo il caso, ai Santi Apostoli o Patroni; c.- Ogniqualvolta, nei giorni determinati dall’Ordinario del luogo per l’Anno della fede (ad es. nelle solennità del Signore, della Beata Vergine Maria, nelle feste dei Santi Apostoli e Patroni, nella Cattedra di San Pietro), in qualunque luogo sacro parteciperanno ad una solenne celebrazione eucaristica o alla liturgia delle ore, aggiungendo la Professione di Fede in qualsiasi forma legittima; D.- un giorno liberamente scelto, durante l’Anno della fede, per la pia visita del battistero o altro luogo, nel quale ricevettero il sacramento del Battesimo, se rinnoveranno le promesse battesimali in qualsiasi formula legittima. I Vescovi Diocesani o Eparchiali, e coloro che nel diritto sono ad essi equiparati, nel giorno più opportuno di questo tempo, in occasione della principale celebrazione (ad es. il 24 Novembre 2013, nella solennità di Gesù Cristo Re dell’Universo, con la quale si chiuderà l’Anno della fede) potranno impartire la Benedizione Papale con l’Indulgenza plenaria, lucrabile da parte di tutti fedeli che riceveranno tale Benedizione devotamente. Il Decreto si conclude ricordando che tutti i fedeli che "per malattia o gravi motivi" non possono uscire di casa, potranno ottenere l'indulgenza plenaria "se, uniti con lo spirito e con il pensiero ai fedeli presenti, particolarmente nei momenti in cui le Parole del Sommo Pontefice o dei Vescovi Diocesani verranno trasmesse per televisione e radio, reciteranno nella propria casa o là dove l’impedimento li trattiene il Padre Nostro, la Professione di Fede in qualsiasi forma legittima, e altre preghiere conformi alle finalità dell’Anno della fede, offrendo le loro sofferenze o i disagi della propria vita.

Divertente Foto creata su Scrapee.net

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